Don Germano con noi

Nella prospettiva di favorire un itinerario di avvicinamento al profilo spirituale e intellettuale di don Germano Pattaro, si propongono in queste pagine materiali biografici, bibliografici e archivistici relativi alle sue attività pastorali e teologiche e alla sua produzione culturale.

La vita come annuncio
Nato a Venezia il 3 giugno 1925 nel popolare quartiere di Castello in prossimità dell'Arsenale, secondogenito di Carlo e Rosa Marini, Germano Pattaro fu battezzato nella parrocchia di San Martino il 21 giugno dello stesso anno. Dopo la precoce morte della mamma nel 1928 a 37 anni, fu la zia Pina, sua sorella, ad affiancare il cognato, anche dopo le seconde nozze nel 1933, nell'educazione dei figli: oltre a Germano, Aldo, più grande, e Silvana, la piccola.
A tredici anni, in seconda ginnasiale, Germano entrò nel Seminario patriarcale di Venezia, dove compì tutti i suoi studi fino all'ordinazione sacerdotale. Frequenti furono tuttavia, e gravidi di conseguenze non solo per la sua salute ma pure per l'affinamento di una spiritualità attenta ai temi della sofferenza, i lunghi soggiorni in ospedale e nel sanatorio ad Arco di Trento.
Ma attraverso la malattia e la vicinanza angosciante della morte, nella percezione dell'abbandono e nella conseguente ribellione, si fa strada l'amore misericordioso e compassionevole di Dio ed in Germano matura la scelta definitiva della sua vita: farsi testimone dell'amore di Dio che si china sulla miseria e sulla sofferenza dell'uomo. Fu questo anche un periodo di intense letture, tra le quali spiccano quelle di opere di Fëdor Dostoevskij e Romano Guardini.
Non senza difficoltà a causa della precaria salute e dell'irregolarità formale dei suoi studi, Germano fu ammesso a conclusione di questi all'ordinazione, che ebbe luogo il 26 marzo 1950 per mano del patriarca Carlo Agostini. Fra i lasciti del Seminario veneziano è particolarmente rilevante il singolare legame, condiviso con non pochi altri sacerdoti veneziani, che don Germano ebbe con monsignor Alessandro Maria Gottardi, suo stimatissimo docente, futuro arcivescovo di Trento, la cui paterna amicizia gli sarà sempre di conforto, soprattutto nei momenti più difficili della sua esistenza.
Il 1 luglio 1950 don Germano, giovane sacerdote, iniziò la sua attività pastorale come cooperatore nella parrocchia di Santa Maria del Carmelo vulgo dei Carmini. Dall'anno scolastico 1951-1952 si aggiunse a tale preminente incarico quello dell'insegnamento di Religione al Liceo Foscarini, incarico che svolgerà per un ventennio, fino all'anno scolastico 1971-1972.
Con l'ottobre 1953 prese avvio anche l'impegnativo incarico di insegnamento nel Seminario patriarcale, dove don Pattaro avrebbe esercitato il suo magistero per più di trent'anni, fino al 1986, insegnando dapprima Teologia fondamentale e successivamente Patristica ed Ecumenismo.
Dal 2 dicembre 1953 venne nominato assistente del circolo maschile della F.U.C.I. (Federazione universitaria cattolici italiani) diocesana; incarico esteso dal 5 settembre 1957 al circolo femminile. Il contatto con gli studenti liceali e universitari, con i seminaristi, con i giovani della parrocchia dell'Azione Cattolica e del patronato aggiunse alla già articolata sensibilità pastorale e spirituale di don Germano anche una singolare capacità di percepire difficoltà e attese dei giovani. Erano gli anni cinquanta e sessanta, quelli del patriarcato di Angelo Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII, a cui don Germano fu legato da un affetto filiale; erano inoltre gli anni del Concilio Vaticano II, evento che don Germano seguì con profondo coinvolgimento e interesse e di cui avrebbe dato in ogni occasione un'interpretazione appassionata ed acutamente pregnante, culminata nello straordinario volumetto dal titolo Riflessioni sulla teologia post-conciliare.
Risaliva allo stesso torno d'anni la frequentazione dei gruppi di spiritualità familiare, cominciata in modo occasionale a partire dalla parrocchia dei Carmini nel 1954. La sua ricerca nell'ambito della teologia del matrimonio fu stimolata dall'incontro con donne e uomini con i quali avrebbe instaurato rapporti forti e di lungo termine.
Dall'attività di questi gruppi sarebbe sorta nel 1976 la rivista Matrimonio (in precedenza Notiziario), alla cui redazione don Germano avrebbe stabilmente collaborato.
Nell'ambito dei gruppi di spiritualità familiare nel 1962 nacque la sua amicizia con il pastore valdese Renzo Bertalot e prese inizio il suo impegno ecumenico vero e proprio; questa è dunque l'occasione che porta a maturazione la vocazione ecumenica di don Germano, già presente nel taglio che egli aveva dato ai suoi studi teologici, radicati nella Bibbia e aventi nella figura di Cristo il loro fulcro.Vocazione che si era certamente arricchita negli incontri personali con l'abbé Paul Couturier, padre dell'"Ecumenismo spirituale" e con il teologo luterano Karl Barth.
Nel 1963, ad un corso di esercizi spirituali a Verona , don Pattaro incontrò Maria Vingiani, fondatrice del S.A.E. (Segretariato Attività Ecumeniche); nell'anno successivo tanto don Germano che il pastore Bertalot vennero da lei invitati alla prima sessione ecumenica nazionale alla Mendola,iniziando la loro collaborazione con il S.A.E. come consulenti nazionali.Cominciò in tali occasioni quello che sarebbe diventato un impegno dominante per don Germano come dimostreranno la sua partecipazione, nel 1974, alla sessione di Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese ad Accra nel Ghana, l'animazione ed il sostegno ai dialoghi bilaterali "Anglican Roman Catholic International Council" (A.R.C.I.C.) presso la casa Cardinal Piazza a Venezia, gli incontri, i gruppi di studio, i suoi numerosi scritti incentrati sull'ecumenismo.
L'impegno ecumenico è la cifra interpretativa dell'esistenza di don Germano.
Non si tratta di un interesse tra gli altri, numerosi e vissuti con serietà: è l'interesse, la vocazione, la missione a cui egli è stato chiamato e che ha saputo riconoscere per sè, dedicandovisi totalmente. Tutto in lui è ordinato ad esercitare il servizio dell'unità; non si è trattato di una folgorazione improvvisa ma di una lenta, inarrestabile maturazione che lo ha condotto a comporre il pensiero dei Padri, viventi nella Chiesa indivisa, con la realtà dell'unione sponsale, come sacramento dell'unità che il Signore vuole tra sè e la Chiesa nell'orizzonte dell'unità di tutto il genere umano pacificato, raccolto intorno al suo Creatore, unità raggiunta per opera dell'unica Chiesa di Cristo convertita e risanata dalle ferite inferte dal peccato della divisione.
Don Germano ha pregato, parlato, viaggiato, scritto fino alla consumazione finale nella prospettiva ecumenica di contribuire a risanare il corpo della Chiesa per renderla fedele alla volontà testamentaria di Cristo espressa da Giovanni nel diciassettesimo capitolo del suo Vangelo (Gv. 17,21).
L'attività di don Germano continuò tuttavia su molti fronti: dal 1961 al 1970 fu assistente dei Laureati di Azione cattolica per i quali tenne esercizi spirituali, incontri, corsi di teologia, anche in sede nazionale. Lungo ben quattro anni, dal1966 al 1970, sempre per i Laureati tenne dense relazioni alle Settimane estive di teologia - cui partecipavano anche figure quali Pietro Prini, Gianfranco Morra, Enrico Castelli e Italo Mancini - sviluppando il tema "Itinerario a Dio nel nostro tempo" ed avendo modo di affinare una sua speciale sensibilità per le problematiche inerenti la secolarizzazione.
L'impegno di insegnamento - e dunque di studio - di don Germano negli anni settanta si ampliò ulteriormente. Alla sua docenza in Seminario a Venezia, si affiancarono quelle presso lo Studio teologico cappuccino alla Giudecca, all'abbazia di Santa Giustina a Padova, all'Università internazionale dell'arte di Venezia, alla Scuola di perfezionamento in Filosofia e di preparazione all'insegnamento filosofico di Roma, negli anni accademici 1972-1973; 1973-1974.
Dal 1968 al 1973, con l'esclusione del 1971, a Roma partecipò ai colloqui organizzati da Enrico Castelli, cui prendevano parte eminenti esponenti del mondo teologico, filosofico e culturale d'allora. Dal 1972 al 1986 ricoprì, su indicazione del consigliere Carlo Ottolenghi, la carica di presidente della "Fondazione scientifica Querini Stampalia", nel cui consiglio era stato nominato su designazione del Comune di Venezia. Un ruolo che egli svolse con impegno e interesse, corrispondendo in tal modo alla fiducia e alla considerazione che il mondo culturale e laico veneziano gli avevano manifestato.
Sulla stessa linea di partecipazione competente va letta la collaborazione del 1977 alla realizzazione della sezione della Biennale di Venezia sul dissenso religioso nell'Europa dell'Est.
Questi variegati impegni culturali e speculativi arricchirono indubbiamente la capacità di don Germano di comprendere gli uomini e testimoniare loro l'amore misericordioso di Dio e contestualmente diedero luogo ad una serie di inestimabili eventi all'interno della comunità ecclesiale e di attestazioni di stima e considerazione presso l'intero contesto laico e civile. Con questa attitudine don Germano continuò il suo magistero, tuttavia sempre più inframezzato da interruzioni dovute all'inasprirsi delle sue condizioni di salute:una situazione di vita che affinò fino a livelli altissimi la sua spiritualità cristologica, che lo portò a rarefare il suo impegno di "teologo itinerante" a vantaggio di una sorta di "seconda vocazione"di sintesi concettuale e di scrittura.
La morte lo incontrò, quale "ora della gloria", sabato 27 settembre 1986.Secondo la sua volontà fu sepolto tenendo tra le mani un cartiglio che riportava un passo dell'Apocalisse: "Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo che nessuno conosce all'infuori di chi la riceve". Don Germano così l'aveva commentata: "I beati stringono una pietra bianca e levigata dove sta scritto il nome di ciascuno conosciuto da lui e dall'Agnello. Il nome come segreto dell'identità da cui affiora il volto e la vita dell'uomo" (Ap. 2,17).

Biografia per immagini

I testi editi
Un primo elenco dei testi editi di don Germano fu impostato nel 1989, nel contesto della catalogazione del nucleo originario della sua biblioteca avviato dopo la donazione di quest'ultima allo Studium cattolico veneziano per il neo costituito Centro di studi teologici "Germano Pattaro". Giovanni Benzoni curò nell'occasione il catalogo Per un bibliografia degli scritti di don Germano. Un primo censimento.
Il catalogo della Biblioteca del Centro Pattaro accresciuta nel tempo fu successivamente trasferito nell'opac della Biblioteca dello Studium generale Marcianum, ove viene tutt'ora implementato.
Le schede di descrizione bibliografica di 463 opere (monografie, saggi, articoli, prefazioni, collaborazioni e simili) di cui Germano Pattaro risulta autore sono presenti, con la rispettiva collocazione, consultando il catalogo online della Biblioteca del Marcianum.

L'archivio di don Germano
A venticinque anni dalla dipartita di don Germano ha visto la luce l'inventario del suo archivio personale, donato dai familiari allo Studium cattolico veneziano per il Centro di studi teologici istituito al nome del sacerdote veneziano, ove già aveva trovato accoglienza la sua biblioteca. L'archivio, portatore della complessità e dell'interesse storiografico e archivistico comune a molti archivi di persona, consente di affiancare alle biografie, alle opere e agli studi su don Germano una consistente documentazione manoscritta e dattiloscritta che contribuisce a definirne il profilo dai primi anni dell'ingresso in Seminario ai momenti della morte prematura, il 27 settembre 1986.
Il fondo raccoglie materiali quali la corrispondenza che il sacerdote intrattenne con numerosi interlocutori anche internazionali del mondo teologico e dell'ecumenismo, così come alcune lettere più personali e spirituali; quaderni e appunti relativi agli studi della formazione giovanile e a quelli del suo impegno di sacerdote e di docente; un nucleo rilevante di manoscritti; altri materiali di lavoro, raccolte fotografiche, registrazioni sonore e video. Grazie agli itinerari intellettuali e alle relazioni scientifiche e pastorali di chi lo ha prodotto, l'archivio si offre quale fonte privilegiata non solo per la ricostruzione della biografia e della produzione editoriale di un sacerdote dal singolare afflato umano e intellettuale, ma pure per la rivisitazione della più ampia storia della teologia, della pastorale, dell'ecumenismo e della cultura negli anni che hanno preceduto, accompagnato e valorizzato i primi frutti della grande stagione del Concilio Vaticano II.
L'inventario, redatto entro l'ambito del progetto "Ecclesiae Venetae", e pubblicato a stampa nelle collane dell'Archivio Storico del Patriarcato di Venezia, è consultabile anche in rete.
L'archivio, conservato nel Centro di sudi teologici Germano Pattaro e aperto alla consultazione, si presenta fisicamente ordinato e raccolto in adeguati contenitori.

Rassegna bibliografica
Elenco dei testi su don Germano Pattaro. [In lavorazione]

Piccola biblioteca digitale
Si rendono disponibili alcuni saggi o più ampi testi di e su don Germano che si ritiene utile diffondere in riproduzione, o per la difficoltà del loro reperimento in più copie, o perché possibile oggetto di particolare riflessione e di studio.

Testi di don Germano
:
- Germano Pattaro, Riflessioni sulla teologia post-conciliare, Roma1970.

- Germano Pattaro, Gli sposi servi del Signore, Bologna 1980.

- Germano Pattaro, Morte e Risurrezione in prospettiva del Regno di Dio, in Morte e Risurrezione in prospettiva del Regno, pp. 348-369, Torino 1980.

- Germano Pattaro, Ateismo, in Nuovo dizionario di Teologia, a cura di G. Barbaglio, S. Dianich, Cinisello Balsamo (MI), 1988, pp. 50-79.

Testi su don Germano:
- Renato Pescara, Testimonianze su don Germano Pattaro. L'itinerario ecumenico, in "Quaderni del Centro di studio e documentazione Marco Salizzato", 2 (1987), pp. 20-14.

- Renzo Bertalot, Don Germano Pattaro: un testimone, in "Humanitas", n. s., XLIII/V (ott. 1988),
pp. 642-646.
- Giovanni Benzoni, La pace negli scritti di don Germano, in "Humanitas", n. s., XLIII/V (ott. 1988), pp. 682-701.
- Luigi Sartori, Germano Pattaro e l'esperienza ecumenica in Italia, in "Humanitas", n. s., XLIII/V
(ott. 1988), pp. 633-641.

- Maria Cristina Bartolomei, La riflessione sul matrimonio nel quadro dell'impegno teologico ed ecclesiale di don Germano Pattaro, 2006.

- Mario Gnocchi, ll contributo di don Germano Pattaro all'ecumenismo, in Fondazione Querini Stampalia, Centro di studi teologici Germano Pattaro, Don Germano Pattaro 1925-1986. Un ricordo, Venezia 2007, pp. 21-33.

- Maria Cristina Bartolomei, Teologia del matrimonio ed ecclesiologia nella scia del Concilio: Germano Pattero«Servitium» XXXXII (2008), n. 179: “Generazione Conciliare I”, pp. 87-96.

- Elena Pellegrini, Il matrimonio nella teologia di Germano Pattaro, tesi di laurea, Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Superiore di Scienze Religiose, relatore Gianmarco Busca, A.A. 2012-2013.